LA LEGGENDA DELL’ALBERO DI NATALE (versione di A. Rossini)

Aggiornamento: 5 gen

LA LEGGENDA DELL’ALBERO DI NATALE (versione scritta da Annamaria Rossini)


Tanto tempo fa un taglialegna, al termine di una fredda e faticosa giornata di dicembre, stava facendo ritorno alla sua casa, al limitare del bosco. La notte era già scesa e il buio lo avvolgeva, ma un raggio di luce della luna piena colpì la brina gelata sugli aghi di un pino, facendoli risplendere. Il boscaiolo si trovò di fronte ad uno spettacolo davvero meraviglioso: i rami del pino ricoperti di ghiaccio, parevano brillare come stelle, attraversati da fili di luce chiarissima. L’uomo rimase talmente estasiato da quella visione che pensò di mostrarla alla sua famiglia che lo aspettava.


Prima di riprendere il cammino, tagliò un piccolo pino, lo portò davanti alla sua casa e lo decorò con candeline accese e sottili nastri bianchi. L’albero piacque così tanto alla moglie e ai suoi bambini che decisero di invitare tutto il paese a vederlo, dopo la messa di Natale.


Ogni invitato arrivò portando qualcosa in dono ai gentili vicini: mele rosse e lucide, qualche biscotto di pan di zenzero glassato, a forma di omino, piccole ciambelle… i figli del taglialegna legarono i doni ai rami dell’albero, che divenne così sempre più bello.


Dopo essersi scambiati gli auguri e avere cantato insieme canti natalizi, ciascuno assaggiò un dolcetto o un frutto dei vicini e tutti decisero che d’ora in poi avrebbero sempre festeggiato il 25 dicembre così, insieme, attorno ad un albero di Natale, ricco di luce, di dolcezza, di amore.

Come ci ho lavorato con I miei alunni di terza?

Ho diviso questo testo in quattro sequenze e ne ho dettata la prima. Ho consegnato il foglio con tutto il testo e un riquadro diviso in quattro parti e ho chiesto ai bambini di controllare e autocorreggere gli eventuali errori del dettato, poi di tagliare le quattro parti del testo e ricomporle nei riquadri incollando le striscioline piegate a metà, in modo che si aprissero per poterle leggere, e che chiuse fornissero lo spazio per le loro illustrazioni.

È stato quindi un lavoro con vari stimoli: ortografia, comprensione del testo, rielaborazione grafica. Di sicuro è servito anche come mentor text per la loro scrittura.

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